DANNO ESISTENZIALE – TABELLE DI MILANO

Cassazione n.14402/’11: il DANNO ESISTENZIALE risorge e guai a chi non applica le TABELLE di MILANO.

La notizia choc deflagra come una bomba ad orologeria nella lettura delle ventotto pagine della bella sentenza n°14402/’11 che la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione ha depositato appena ieri, 30 giugno 11.
Si leggono avidamente e d’un fiato le cartelle che rinvenite in allegato ed in esclusiva per Studio Cataldi. La pronuncia è opera d’una penna raffinata e di rilievo: il Dott. Luigi Alessandro SCARANO, che dirige l’apprezzata Collana di UTET Giuridica ‘I grandi orientamenti della Corte di Cassazione’. E svolge funzioni di Presidente proprio il sontuoso Dott. Roberto PREDEN, Papà delle quattro sentenze gemelle di San Martino 2008, n°26792 e seguenti. I Dottori Alfonso AMATUCCI (che il mio Amico Avv. Michele LIGUORI del Foro di Napoli ai convegni chiama con ammirata deferenza ‘Sua Eccellenza’), Adelaide AMENDOLA e Giovanni GIACALONE sono i restanti membri del Collegio degli Ermellini. Orsù, leggete, leggete, leggete questa autentica chicca che recepisce il sesto motivo del ricorso per cassazione.

In special modo sono le pagine da 18) in poi ad attirare maggiormente la nostra attenzione: le TABELLE DI MILANO assurgono a pietra miliare di tutto il sistema liquidativo, sono quelle maggiormente testate e, pertanto, le più idonee, secondo i Supremi Giudici di Piazza Cavour, ad essere assunte a CRITERIO GENERALE DI VALUTAZIONE. Sarà felice il Dott. Damiano SPERA, premuroso artefice e custode dell’armamentario.

Lo aveva già sancito la Terza Sezione della Cassazione Civile con la sentenza n°12408 depositata il 7 giugno 11 e da Studio Cataldi parimenti evidenziata in tempo reale. “La Corte di merito ha infatti omesso di fare luogo ad una comparazione dei parametri indicati dalle tabelle di Brescia con quelli delle tabelle milanesi” bacchetta la pronuncia della Cassazione (primo grado avanti al Tribunale di Cremona, impugnazione dinanzi la Corte di Appello della Leonessa d’Italia): criteri equi “a VOCAZIONE NAZIONALE” che scongiurano disparità tra i cittadini.

Vi lasciamo la sorpresa su quel che, tra le righe, affermano gli Ermellini quanto al DANNO ESISTENZIALE; e qui gioirà il Prof. PAOLO CENDON dell’Università di Trieste, che ha da pochissimo dato alle stampe l’opera collettanea di cui è sontuoso Direttore “Trattato dei Nuovi Danni” per i tipi di CEDAM. Quando uscirono, le ‘gemelle’ commentò in idioma partenope: “Ha da passà ‘a nuttata!”.
In un intervento di ieri, 30 giugno2011, chiosava: “Forse avrei potuto rispondere come Mark TWAIN a chi, più di cent’anni fa, gli chiedeva cosa pensasse del fatto che, il giorno prima, un giornale aveva pubblicato l’annuncio della sua morte: “La notizia – disse il nostro – mi pare largamente esagerata”.

A Voi la lettura del prezioso materiale che Vi offre Studio Cataldi, mentre nei prossimi giorni darò conto dell’opinione del grande Dott. Marco ROSSETTI sull’argomento – cosiddetto DANNO ESISTENZIALE. Non mancherà occasione di tornare in tema, sin da domani, con altri approfondimenti su aspetti risarcitori indicativi.